giovedì 5 marzo 2009

Mi scappa un post......




Un mattino qualunque;

durante un viaggio in auto qualunque;

ascoltando una radio privata qualunque.


Finalmente una notizia ha saputo sconvolgermi;

io da tempo vaccinato, assuefatto, cinico e per niente più ormai sensibile.


Una di quelle notizie che non è di certo passata inosservata,

perchè di portata mondiale per il richiamo sociale, 

culturale e comunicativo assoluto di questi tempi.


Cos'è successo?

Forse la pace in Medio Oriente?

Il protocollo di Kioto viene accettato da tutti senza riserve?

Berlusconi ha tenuto una conferenza senza barzellette o gaffe diplomatiche?

Platinette in jeans e t-shirt?

Una 29" ha bucato?



No, no, molto ma molto di più:

I dirigenti di Facebook hanno deciso di togliere il tetto massimo dei 5000 amici al loro social network!!!!


Pazzesco!!!!!

Ho già chiamato Roberto (il mio tatuatore n.dr.), perchè questo giorno non rimanga indelebile solo nelle mia mente e nel mio cuore.


Haltahö
Catahà


domenica 22 febbraio 2009

Morbosamente Lei.......

Non è stata progettata da ingegneri con manìe esoteriche, poi uccisi perchè non divulgassero chissà quale segreto geometrico;

La sua lega non appartiene alle cosidette nobili, ma che tali sono per denominazione e non per comprovata attitudine;

Non è stata assemblata in tutto segreto in una regione remota e segreta della Siberia Artica;

Chi l'ha verniciata non l'ha fatto in camere sottovuoto, sotto zero, sotto copertura e sotto protezione.

Lei è, o meglio era, soltanto una vecchia bici da corsa regalatami da un cliente che la teneva, abbandonata e disastratamente malmessa, appesa nel suo garage.

Giorni di apnee nel WD 40 al telaio per dissuadere movimento, serie sterzo e reggisella, dalla loro lotta contro l'abbandono del telaio; 
interventi con flessibile, lima e carta vetrata per azzerare le escrescenze dei supporti cambio all'obliquo e del forcellino; 
aerosol di borotalco e paste abrasive dall'amico spazzolatore per render lucenti le parti conservabili; 
ricerche in rete per ridarle ciò che la ruggine ha rapito per sempre, e farle capire quanto ora fosse tornata a suscitar emozioni.

Lo meritava poichè dietro quel "Bertoglio" - già riverniciato in "Tanfoglio" - ho sentito da subito fuoriuscire vibrazioni che mi eccitavano e turbavano. 

Tanto - veramente tanto - lavoro, passione e ricerca, fino a farla diventare ciò che ora Lei è - e sarà - per me e per tutti:

L'Erotica

Mai nome avrebbe potuto esser più adatto.

Desidero prima di tutto ringraziare il "Copy" dell'occasione, Spiedo al secolo Stefano, che durante un'occasionale colloquio degenerato in un micro brainstorming, ha estratto dal suo incantevole ed inesauribile cilindro neurocelebrale, ciò che da ora contraddistingue una "signora" che mai riuscirà a passare inosservata.

Cosa dite? Il suo nome, ed il font dello stesso, richiamano e ricordano (parlar di plagio è sconveniente......) il nome di una famosa corsa ciclistica tra gli sterrati dei colli toscani? Pura coincidenza, non si badi a certe inezie.

Qui si parla della quint'essenza del ciclismo allo stato puro; L'Erotica ammalia, ipnotizza come una Circe dotata di moto, riuscendo a trasmettere emozioni al primo contatto.

Eppure, qualcuno dirà, alla vista non rapisce né sconvolge; come può quindi con i suoi tenui colori, le sue semplici forme, la sua totale (ma apparente) "morbidità", provocare l'animo del ciclista distratto?

Le sue armi di seduzione sono invisibili; infatti L'Erotica non si comporta come quelle puttanelle da quattro soldi, tutte latex e gatto a 9 code, delle copertine di "Cuoio e Frusta"; il suo agir è meno diretto, ma più profondo e carnale.

Le basta poco: come un'isolata sirena, nel suo vociar singolo, incanta l'Ulisse pedalatore che - al contrario di quel dell'Odissea - non potendo resister si fa trascinare in un turbinìo di sensazioni indescrivibili ai superficiali.

Spiegare meglio, utilizzando luoghi comuni in una trasposizione antropomorfa, è possibile: v'è un modo di dire tra gli uomini (...sì, anche tra le donne, prima che qualche femminista depressa e paranoica si inalberi....), atto ad indicare una femmina che all'apparenza mostra poca carica sessuale, quasi una sorta di amorfità innanzi al richiamo dell'Eros: gatta morta.

Ecco, L'Erotica - se fosse donna - sarebbe una gatta morta; un felino che dorme, ma che se svegliata estrae gli artigli, rapisce, graffia e tatua per sempre.

E come tale essa si comporta sempre, pur conservando un'aspetto casto, irreprensibile ed integerrimo.

Basta però veramente poco per scoprire tutte le doti e le armi provocatrici (e perverse) che essa nasconde........anche in senso lato.

Dimenticavo, stavo parlando di una bicicletta.

Haltahö - Catahà





mercoledì 18 febbraio 2009

Haltahö educational: Non di solo Haltahö vive l'uomo



Appare più che chiaro come sia indispensabile la comunicazione, soprattutto con l'avvento della tecnologia multimediale.

Il sapersi relazionare, perciò, assume un ruolo di centrale importanza; nella società tutta, soretta da meccanismi di continui scambi di informazioni, opinioni, richieste ed ordini (politica, lavoro, affetti, ecc....), e nella formazione personale di ogni individuo, sia per il livello proprio culturale, che interpersonale e psicorelazionale. 

"Comunico, quindi esisto", potrebbe essere il motto del millennio che ci accompagnerà lentamente verso la nostra metamorfosi di concime per lombrichi.

Ma come comunicare al meglio?

Come riuscire a risultare comprensivi ed esaurienti in tempi nei quali la velocità del dialogo viene misurata in MB di connessione?

Possibile quindi che il nostro messaggio, quale che esso sia, venga recepito e appreso come comprensibile da terzi, che - al ritmo accelerato nel quale viviamo anche verbalmente - aspettano soltanto la fine del tuo discorso per iniziarne a loro volta un altro?

Non solo "sentito", ma anche "ascoltato", questo è l'obiettivo per una comunicazione degna di esser tale.

Ma per fortuna, in tempi nei quali l'Abbecedario è stato sostituito dalla QWERTY, dove ormai anche i dialoghi sono in multitasking, ci viene incontro - e in soccorso - il dialetto bresciano.

Come? Un'idioma quasi perso? Ormai relegato nella remota provincia, perso tra calici di pirlo e giri di briscolone in un A.C.L.I.?

Ebbene sì, il Brehà come rivoluzione linguistica moderna.

Haltahö, ormai si sa, è un termine che non significa soltanto "sali!"(terza persona singolare del verbo salire, n.d.r.); esso è anche un'esortazione, una specie di molla che da la carica, a volte, per alcuni, un mantra.

Vi è però un'altra esclamazione ben più completa che rivoluziona qualsiasi metodo di relazione; una frase breve e concisa che, per le sue molteplici declinazioni, racchiude un'infinità di significati e quindi di possibilità di utilizzo.

Qual'è questa frase?

Presto detto: cata sà (pron: kàta_ssà)

Quella sopra riportata è l'espressione pura dialettale, per così dire "cittadina".

Nella più gergale e profonda cultura essa ha però un'altra forma, da me preferita in quanto valligiano e cultore del dialetto provinciale (nello specifico lumezzanese):

Cata hà; oppure, meglio ancora, catahà (qui al posto della "s" c'è la "h" aspirata, tipica della pronuncia valgobbina, e in parte anche triumplina).

Ma cosa significa questo catahà?

Letteralmente la sua traduzione significa: cata (raccogli, porta), e hà (qua). Quindi: porta qui; raccogli qua; raccogli; procura xxx.

"Catahà l'enhalvia che gò de 'nfilhà ol hpiet"
"Procura (prendi, porta qua) la salvia che devo infilzare lo spiedo"

In sostanza - e nell'uso comune - non la si trova quasi mai in questo tipo di dialoghi, ma in tutt'altri, e per i quali non si ha una vera traduzione; infatti può essere utilizzata per migliaia di composizioni, compresa ovviamente quella propria e sopra specificata, che anche se nativa è però la meno usata.

Questo perchè nel dialetto bresciano, come in altre lingue, vi sono forme intraducibili se prese letteralmente e scorporate da determinati contesti, ma che pronunciate con la debita tonalità assumono di volta in volta un significato compiuto e ben definito.

Veniamo a degli esempi pratici di questo universale catahà.

Importanti, importantissimi, l'intonazione, il contesto, e la punteggiatura (anche verbale, mi raccomando), comprese le sospensioni e le pause.

n.b. Per rendere comprensibili i dialoghi, essi verranno riportati in italiano

Primo esempio:
"Ehi, Giàni! Andiamo a bere un bicchiere di spuma dal Tunì (Antonino)?
"Dai, catahà, che non ho tempo e devo lavorare"
In questo determinato contesto la forma catahà significa: 
non tirare in mezzo complicazioni e non distrarmi che sono impegnato.

Altro esempio.
"Non riesco a scendere da questo sentiero, ho paura!"
"Catahà...............fosse la prima volta che lo fai......."
Qui invece assume un tono di esortazione per il timoroso biker, nello specifico: 
non accampare scuse che sei capace di scendere  da lì.............e svegliati che fa notte nel bosco (e ricordo a tutti: senza luci non si vede un cazzo...)

Terzo esempio.
"Gino, aspetta un momento che finisco la mia Alfa senza filtro, salgo sulla tua Simca 1000 e poi partiamo"
"Giuanì, catahà che sono già le 8!!!!!!"
Questa invece, come appare chiaro, vuole specificare il disagio di Gino che essendo tutt'altro che in anticipo vuol far capire al fumatore di Alfa (Giovanni) che l'ora è tarda; quindi il catahà in questo caso è come dire:
svegliati cazzo!!!

Quarto esempio.
"Albino, andiamo al "Bulli e Pupe" Venerdì?"
"Catahà Bèpi! Lo sai che non mi piacciono i nait"
In  questo particolare contesto, l'Albino (nome proprio n.d.r.) esprime dissenso per l'intenzione di Giuseppe; il quale, in preda ad una tempesta ormonale, vorrebbe coinvolgere l'integerrimo Alby in un'esperienza a lui non molto gradita; in questo caso il catahà significa:
lascia perdere, sono cose che non mi interessano.

Quinto esempio.
"Gino, ti hanno visto con una rumena al nait ieri!!!"
"Non è vero, sono stato a giocare a ramino fino alle 2 dal Tunì!"
"Dai Gino...........catahà che hanno visto tutti la tua Simca fuori dal "Bulli"  all'una!!!"
Il povero Gino è stato smascherato, ma cerca di negare l'evidenza; gli amici (o bastardi?) vogliono fargli capire che ha ben poco da nascondere, perciò il catahà assume una forma accusatoria/rivelatoria, quasi a dire: 
smetti di fingere, non serve a nulla, sappiamo tutto.


Incredibile vero?
Sì, certo, ma il catahà è anche tantissime altre cose; è la soluzione di mille problemi, ed imparare ad utilizzarlo risolve moltissime lacune nelle relazioni interpersonali.

Non abbreviare, storpiare o "tinovizzare" (da T9, n.d.r.), ma riuscire ad esprimersi con concetti chiari e facilmente comprensibili per mezzo di un termine bresciano che con la sua versatilità semplifica, spiega e coniuga decine e decine di concetti.

Quindi:
Catahà!
Haltahö!

E a chi crede alla totale serietà* del post dico: Catahà! Dove vivi? 
La traduzione, in questo caso, la lascio al malcapitato come compito.

(*) Per serietà viene inteso il (finto, malriuscito) tono culturale e da professore (inutilmente) assunto per introdurre l'argomento; quest'ultimo invece più che mai serio e sensato.





domenica 18 gennaio 2009

Quasi quanto me.........













Pochi mesi dopo la mia luce,
primi anni nei giochi di bambino.

Dietro ogni cespuglio di pensieri, 
nei vuoti di sensazioni assorbite,
nel tutto che in un nulla si dissolve.

Da allora, fino a qui,
non so ancora spiegare cos'è......... 


Impressioni di Settembre
P.F.M.

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.

Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.

Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.

Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...

Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.

Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.

No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.

e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

Haltahö


giovedì 8 gennaio 2009

BLOXORZ E' TRA NOI, NOI SIAMO BLOXORZ!!!!


Bloxorz dominerà il mondo......

Buahahahahahahahahahahahah!!

Si impadronirà delle vostre menti e non riuscirete più a staccarvi!

Bloxorz rulez, Bloxorz ipnotizza come ha fatto Obama per gli U.S.A.!

Lunga vita a BLOXORZ

Haltahö!

giovedì 18 dicembre 2008




Haltahöroscopo.

Gemelli.

Vi chiama l’ufficio di collocamento, svegliandovi, per avvisarvi che si è liberato un posto per l’impiego del quale avete fatto richiesta: installare la linea adsl 4 mega a casa dei latitanti e dei pentiti di mafia sotto protezione.

Ringraziate e avvisate della vostra visita in ufficio prima di fine giornata.

Agganciando il telefono, però vi viene in mente che voi non avete fatto nessuna domanda del genere, e poi sono le 5,15 del mattino!!!!!! Che sia uno scherzo???

Eppure la voce era quella del signore del collocamento, ne siete certi…è vostro padre!!!

Bella famigliola, niente da dire...cominciamo bene cari Gemelli............

Decidete di provare comunque questo lavoro, dopotutto una svolta può solo fare bene. 

Da tempo eravate stufi di lavorare sotto vostra moglie, con la ruspa ad ammucchiare rifiuti nel piazzale, per poi scendere tra l’ immondizia, separarla, differenziarla e rivenderla al mercato ortofrutticolo di via Orzinuovi al sabato mattina. 
Il nuovo lavoro vi piace, non fate un cazzo …suonate e nessuno vi risponde; quelli che rispondono dicono: “io nulla saccio”. Mica male come impiego, l’unico problema è che lavorate a percentuale ! 
Dopo 3 mesi avete incassato solo 50 euro, guadagnati da un certo Provenzano, al quale avete

 fatto la posta per 2 mesi aspettando inutilmente che uscisse per plagiarlo e convincerlo a farvi entrare ed installare il vostro cazzo di scatoletta ADSL. 


Non eravate però gli unici a far la punta all Bernardo, solo che pensavate ad una lotta tra

 compagnie telefoniche  per accaparrarsi i clienti. 


Un po’ come la guerra porta a porta.......che non

è la discussione nel talk show su Rai1 in seconda serata.


Fatto sta  che quando lui è partito con dei ragazzi su delle auto blu, voi vi siete precipitati dentro 

ed avete installato la vostra prima linea ADSL!!! Che soddisfazione!!!!


Poi, visto che era presto, vi accomodate sull'unica seggiola presente, prendete un foglio sminuzzandolo in tanti pezzettini, e su questi scrivete dei promemoria per vostra madre, la

lista della spesa, e altro....


Coglione come siete poi, all'arrivo di un sms del gatto Virgola li dimenticate tutti lì.

Prima di andarvene vi prendete quei 50 euro, tanto il Prov quando torna capirà.....


Siccome il gioco non vale la candela,  decidete di

tornare a spalare immondizia, ma trovate il vostro posto occupato

da Klaus Davi , che nessuno sappia chi sia e a cosa serva, nemmeno

lui stesso. 


Passava davanti alla discarica un pomeriggio, vostra moglie lo vide, e pensò: ”uno che si veste così, o gli cura l’immagine Solange, o sta andando a suicidarsi".


Però, pendandoci bene, uno che si fa curare l’immagine da Solange merita già di default di morire, e se ci pensa un’attimo da solo, di essere un "Klaus Davi", si suicida comunque.


Siccome vostra moglie non è una bastarda, decide di salvargli la vita insegnandoli ad usare la 

ruspa.


Dopo "solo" 6 settimane il buon Klaus sapeva già accenderla!!! Tutto da solo!!!! Sveglissimo!!!!


Lo slancio di bontà di vostra moglie ebbe un doppio beneficio: per la sua attività….e per la nostra 

di attività.


Sì, quella intestinale quando vediamo Klaus Davi...........ma chi cazzo  è Klaus Davi????????????

..........Boh!............................


Da pochi giorni l'Accademia della Crusca, del Furmintù e del Kinder 5 Cereali, ha inserito "l'essere un Klaus Davi", nelle apposite pagine di "Neologismi", sezione "Infamie e offese, onte e modi d'essere".

Grazie Klaus. Ora anche tu, come il moscerino della frutta, hai un ruolo tutto tuo.




Haltahö

sabato 13 dicembre 2008




Molto, ma mooooolto, peggio del Comic Sans MS


...paletti d’intelligenza in una lega ricavata dalla fusione di estremismo e unidirezionalità;

 dimensioni robuste...forse troppo......


fissati su un solido muretto fatto d(’)istruzione mista a ottusità;


cinta poggiata su fondamenta (de)formate da una miscela cementizia di paradigmi, sintagmi, assiomi, inferenze e paradossi;


piedi, questi, ottenuti da uno scavo nel friabile ma robusto, consistente ma volatile, terreno ricco di argilla forbito, sabbia (inin)fluente, e soprattutto dell’humus modus ponens;


r(s)ete di sapienza e conoscenza con maglie strette e intrecciate dove scorrono e si rincorrono soggetti, complementi e predicati sotto forma di pvc stampato;


per non farmi mancare niente un bel filo spinato in cima con punte acuminate di sintassi, grammatica e semantica…ma sì, esageriamo;


un cancellino d'umiltà per il passaggio delle menti traversali, con condizionale incondizionato e imperturbabile come serratura;


e d'un tratto........"...cosa cintavo? delimitavo? ..cio che ora è dentro, o dallo stesso intendevo rendere immune ciò che lo circonda?..."


perché di colpo mi accorgo che tanta meticolosità altro effetto non ha sortito se non l’isolarmi?


…….ecco il perchè del cancellino...non si sa mai...........



Istruzioni per i coglioni, gli ignoranti e gli svogliati.

Troppo fondamentalismo non aiuta mai. 

Qualche dubbio è bene concederselo ogni tanto.

L'ottusità, l'estremismo, e l'eccesiva convinzione, quale che sia il credo del momento (dalla teologia più pura, fino al tono in diesis 7 di un rutto), chiude le visioni, la mente, e priva quest'ultima della possibilità di crescere.

L'autocameratismo mentale coatto e convinto sembra rafforzare, e forse in un certo senso lo fa, ma soltanto in ambito ristretto e in determinate condizioni. 

Ciò che invece maggiormente produce è una chiusura data dalla discriminazione a priori, con l'unico effetto di un'ignoranza involontaria e impercepibile......almeno al povero malcapitato.

Ergo (ma anche erigo).......?....sempre se interessa l'articolo? [nel senso di prodotto, ma non come risultante della moltiplicazione di due fattori( che ricordo, invertendone l'ordine non danno luogo a cambiamenti di prodotto, non si accettano resi quindi), non intesi come proprietari o usofrutttuari di terreni e tenute, poi lasciate....cos'è sto tira e molla? Ullalla, ullalla ullallallà! Ah no, non è quello]

Niente, chi ha mai detto che ci dev'essere per forza una morale? Se ce la vedi...buon per te.....

Questo è, e rimane, un blog di sole cazzate autoprodotte.

E con forte vanto.

Per ogni obiezione vedasi il post su faccialibro.


Haltahö!