lunedì 28 luglio 2008

Il Haltahöroscopo

Da oggi una nuova rubrica, il Haltahöroscopo.

Il vostro futuro verrà letto dal nostro Mago per voi, scrutando le stelle del limpido cielo della Valtrompia.

Inviate le vostre richieste orsù!

Bilancia (Bahachìna)


Volete cambiare vita.
Fare il pusher non vi piace più.

E poi questi giardini sono sempre più affollati da fare schifo: famigliole felici, bambini che giocano, coppiette che si baciano, compagnie che si ritrovano, persone che leggono, fanno sport…..ma dove andremo a finire???

Non ci sono più i giardini di una volta. Dove sono finiti i tempi in cui raccoglievi siringhe camminando con le Clarks, si spacciava e si fumava senza doversi preoccupare di quello che pensava la gente?

Beh, qualcosa dovete pur fare, così vi date al giardinaggio, tanto per restare in tema.

Assunto in una ditta con l’appalto per tutte le terrazze di Milano, la vostra prima mattina di lavoro alle 8 siete mandati a ravvivare un giardino sul tetto di un palazzo.

La vostra 2Cv ci mette un po’ ma finalmente a mezzogiorno e 20 arrivate all’indirizzo. Suonate e vi apre una vispa signora di 89 anni in un tubino Chanel nero tutta truccata.
La scansate con un "619" ben assestato, e di corsa salite verso la terrazza.

24 piani per ricordarvi che avete lasciato tutta la roba in auto………
Svegli siete svegli, niente da dire……

Alla seconda salita incontrate a metà di una rampa Giovanni Rana che “evidentemente abita qui” pensate voi….
E invece no.
Da barbone qual'è, ha ormai preso l’abitudine di andare a pranzo da una famiglia diversa ogni giorno, portando con sé un pacchetto di tortellini che puntualmente si fa regalare dal supermercato vicino usando la sua faccia tosta…

Il Rana cerca di intrattenervi e chiacchierare un’attimo, ma voi, con gentilezza che vi contraddistingue e scusandovi, lo salutate piantandogli la zappa in fronte…..
E mica potete perdere tempo con il primo che passa……
E poi che cazzo di cognome!!!…..Rana……perché non Lumaca allora??? Oppure Lombrico???

Ah, la vita che strana…..”se la meritava la zappa in fronte” pensate…mentre il Giovanni, con il sangue che gli sgorga a fiotti scivolando cade sul pianerottolo, e bagnandosi un dito nella pozzanghera che lui stesso va creando scrive sul muro: "Fanculo Amadori!"

Non vi curate di nulla siete troppo determinati di carattere: il lavoro prima di tutto, qualunque esso sia.

Salite sul tetto, portate a termine la vostra missione senza tante esitazioni, e soprattutto scoprite che dopotutto il nuovo lavoro non è poi tanto diverso da quello di prima, anzi quelle piante lassù vi ricordano qualcosa…..

Mah……certo che i vecchietti di quel palazzo ridevano tutti…… Ognuno ha il suo giardino………

Ciao Bilancia.
Haltahö!




lunedì 14 luglio 2008

Le Haltahölimpiadi

Ed eccoci qui.

Come ogni Luglio che si rispetti a Haltahölandia è tempo di Olimpiadi che, come avrete già immaginato, sono nate qui.

Proprio cosi, nel lontano 2954 p.h. il podista Astemio Tecnocasa, maniscalco maldestro malvestito e di malumore, malinconicamente corse fino a Haltahölandia da Zanica (42 chilometri e 195 metri) ora in provincia di Bergamo mentre allora facente parte del Regno Supremo Sublime Lussurioso di Haltahölandia, come d’altra parte ogni paese e città d’Europa di quel tempo, compresa S.Marino, Leichtenstein, e Quarto Oggiaro.

Arrivato in quel di Haltahölandia, trovò ad attenderlo Silvia Vada (c’era già allora….) che gli piantò il microfono nella bocca, spalancata per la stanchezza.

Tipico gesto della giornalista (piemontese?) questo, abituata a intromissioni volte a dare un taglio palpitante ai propri servizi.

L'azzardo però quella volta le costò la verginità in ogni pertugio: essendo a digiuno da tempo, ed avendo un morbo tropicale chiamato SECORROILTESTOSTERONEMISIINFOIA, l’Astemio senza fare ne ao ne bao prese Silvia per un braccio e la trascinò dietro quella che ora è la pianta più vecchia che c’è a Haltahölandia.

A dire il vero ella non sembrò opporsi molto, anzi approfittando della distanza che c’era tra loro e la pianta cominciò a spogliarsi per tempo……..Quella pianta che oggi c’è ancora domina dai suoi 38 metri tutta la piazza principale del paese.

Sul tronco porta a tutt’oggi i segni delle mani dove la Vada restò appoggiata per diverse ore, segni nei quali tutte le donne che ai nostri giorni desiderano una gravidanza o perché no, anche solo una botta, ripongono le loro mani come buon viatico.

Ma lasciamo l’autoproclamatasi cittadina di Cogne e veniamo ai giochi.

Astemio con il suo arrivo diede il via ad una serie di attività allora considerate ludiche, ma che con il passare del tempo divennero discipline con regole ferree e gesti specifici sempre più ricercati.

Come fece? Aveva con se il decoder di Sky e una sera davanti al fuoco con radunati attorno tutti gli abitanti di Haltahölandia fece loro vedere una prova per conquistarsi il cibo in una puntata di quei fisico-nucleari dell’Isola Dei Famosi.

Il passo fu breve poiché i cittadini pensarono che se lo facevano quelli, chiunque sarebbe stato in grado….

Ok, voi direte: ”Ma come il decoder di Sky? Quasi 3000 anni fa? Impossibile?”……
……..Ah sì, impossibile?....andate voi a dirlo al Tecnocasa di portare indietro a Murdock il decoder? Quando fanno un’offerta e aderisci credi che poi recedi se vuoi?
....già già…..come no……

I giochi si svolgono in una sola giornata, cominciando il mattino presto per poi finire la sera con la cerimonia di chiusura entro le 20,30.

Questo perché il sindaco, che è Sguardo Gengivina, prima delle 21 vuole sempre essere a casa per vedersi Leone Cane Fifone su Cartoon Network.

Ogni disciplina è secca, nel senso che non prevede fasi eliminatorie, gironi ecc….ogni gara è una finale.

Si comincia alle 7,00 con il nuoto.

Per far sì che ognuno si possa confrontare sul terreno a lui più congeniale in una gara sola esistono solo i 4 x 100 misti.

4 ovviamente gli stili da cambiare ogni 2 vasche: 100 metri a Delfino Curioso; 100 a Rana Pazza; 100 a Dorso Nudo; e 100 a Stile Libero Su Cauzione.

Campione uscente James J. Bulger, che nessuno sa perché nonostante la vittoria del 2005 quando uscì di vasca non si fermò nemmeno per asciugarsi.

La giornata prosegue con il “Salto con l’asta fallimentare” dove si presentano solo strozzini e ricattatori che non hanno intenzione di comprare, ma se ti vedono interessato rialzano il prezzo apposta finchè tu non gli offri qualcosa per uscire dall’asta.

Particolarità di questa specialità: ad ogni salto è abbinato un oggetto o immobile, ed il prezzo finale in euro è pari ai centimetri saltati moltiplicato per i centimetri di unghia del mignolo del saltatore.

A metà giornata “Decathlon”, poi una capatina all’Auchan, una a Leroy Merlin, all’Ikea e se ci sta anche Castorama.

Il pomeriggio comincia con il “Lancio del gianduiotto”, e qui da anni ormai comanda la famiglia dell’attuale campione in carica Giubbino Monferrati, il quale cognome tradisce chiare origini piemontesi; si prosegue con il “Salto in lungo e in largo”, il “Lancio del peso sullo stomaco” e quello del “Martello elettrico Makita”.

Finita la fase dell’atletica si ritorna agli sport esterni agli stadi, e si riparte con l’equitazione, con il salto agli ostacoli in sella a Cavallo Goloso; poi tutti a bordo lago per il canottaggio alle finali del “4 Con i Tuoi”, e l’”8 Con Chi Vuoi”.

Ormai è sera e le discipline regine stanno per prendersi la scena.

Su tutte i “100 metri piani regolatori generali” corsi sulle planimetrie messe a disposizione del catasto comunale; e la “50 Km di marciapiede” specialità dove vengono conteggiati solo i metri percorsi su di essi.

Chiude i giochi delle “Haltahölimpiadi” lo spettacolo offerto dalle ragazze del “Pattinaggio su ghiaccio a cubetti” e del beniamino delle ragazzine, il ballerino Sandalo Infradito, che con le luci che pian piano andranno a spegnersi danzerà sulle note de “ Il Canto del Cigno con l’Aviaria” e de “ Lo Schiaccianoci di Cocco Fresco Cocco Bello”.

Come sempre un grande successo anche quest’anno, merito dell’organizzazione perfetta e del sostegno di numerosi sponsor tra i quali:
“Haltahölandialand”, il più grande e divertente parco giochi dell’universo. A Haltahölandialand troverai: le Montagne Russe Badanti, la Giostra dei Cavalli Bassi; il Delfinario al Contrario con posto solo in piscina; il Tunnel dell’Amore sotto la Manica; il Galeone dei Pirati di Internet; il Colorado Boat e Rispost.

Haltahölandialand, Prezzemolo ci fa una pippa!!!!!!

Cosa aspettate? Haltahölandia vi aspetta!!

E allora........Haltìhö!!

lunedì 9 giugno 2008

Ehi ragassi, che cosa c'è? Una caccia al tesoro? Sì Sì!































Le Alleycat non esistono, sono solo una leggenda metropolitana;
non è vero che una schiera di bikers di ogni tipo razza e appartenenza si sfidano
senza regole nelle metropoli seguendo tracce ed indicazioni alquanto originali.

A Milano lo scorso week end non è successo nulla di tutto questo.
La Biancaneve della Lomellina? Non esiste nemmeno lei, e non è vero che assieme
abbiamo fatto questa Alleycat, perchè, come già detto, le Alleycat non esistono.


Così come non è vero che diluviava talmente tanto che anche i pesci avevano l'ombrello, e che le pozzanghere scappavano tutte assieme formando dei piccoli laghetti.

Non è assolutamente vero poi, che in queste gare (che non esistono) tutto è concesso,
che si percorrono strade contromano, viali pedonali, corsie preferenziali, semafori di ogni colore, il tutto nel pieno dispetto e nel contrario del codice della strada, con biciclette al limite della follia.


Non è vero niente.

Nemmeno vero è che prima di tutto l'importante è farle, perchè se qualcosa in premio c'è, più di tutto è bello esserci.

Altresì false le dichiarazione che riportano di cadute copiose a causa dei sanpietrini e lastricati, così come con i binari dei tram............

Come potrebbe essere? Le Alleycat non esistono!

Non è vero niente insomma, sono tutte cazzate, queste tanto nominate Alleycat non si sono mai viste ne mai si vedranno, ieri io Ausilia manco l'ho vista, e chi asserisce il contrario mente; è falso dire che ci divertivamo come bambini a prendere le pozzanghere di proposito, che la cartina per le vie di Milano a fine Alleycat (ricordo che non esistono...) era cellulosa allo stato brado.

E poi, che grandissima menzogna dire che al traguardo si rideva e scherzava con persone capaci di stare in compagnia, e che con le stesse siamo finiti in pizzeria sui Navigli per divertirci, chiaccherare e bere birra

Quante falsità. Quante illazioni; nemmeno le premiazioni fatte sul tavolo della pizzeria con pezzi di bici di ogni tipo ed età sono notizie veritiere........

Che bugiardi circolano al giorno d'oggi.

Io non potrei mai farmi prendere da qualcuno che non conosco per lanciarmi in un'avventura del genere, non sono il tipo.

Come si fa a fare nuove esperienze condite da un pò di sana voglia di trasgredire, un pizzico di competizione che poi altro non è che motivo d'aggregazione, voglia di stare insieme e condividere una passione underground.
Come si può lasciarsi andare e seguire il proprio istinto al punto di socializzare con persone di ogni tipo e respirare una strana sensazione di libertà?

Dico io, è mai possibile?

Rispondo sempre io: no, non è possibile, e guai a chi mi contraddice.

Guai perchè come detto più di una volta le Alleycat non esistono, e quindi tutto quanto sopra non potrebbe mai essere.

.....soprattutto perchè un'eventuale conferma potrebbe portare in questi raduni (inesistenti) quelli che Riccardo il Saggio di Finale articolò con l'aggettivo "teste di cazzo".
E questo più di tutto non deve mai accadere.
In nessun mondo, realtà o finzione che sia.
Odio la Domenica!!!!!!!!!!!!!

Ciao Camilla, alla prossima!!!!
Haltahö

giovedì 5 giugno 2008

Haltahölandia e il suo Haltahöspital


E’ autunno anche in quel di Haltahölandia oramai, ed assieme alle foglie cadono i primi bikers che con i sentieri umidi e scivolosi vogliono piegare comunque fino al gomito, con invece il risultato di riuscire a piegare solo (per metterla in tasca) l’impegnativa per un’intervento di chirurgia ricostruttiva.

Ma come Autunno? Ma se sta per cominciare l’Estate direte voi?
Eh no cari amici, Haltahölandia non è un posto come tutti gli altri, Haltahölandia vive di vita propria, ritmi propri, e di conseguenza ha anche stagioni proprie.

Comunque, tutti gli impavidi che non vogliono mollare le traiettorie estive si ritrovano accatastati nella sala d’aspetto (tra l’altro terribile, dove sei stata stanotte??????) dell’unico medico di base del paese di Haltahölandia, e successivamenrte nel nosocomio della fantastica e perfetta cittadina a misura di biker: il Haltahöspital.

La casa di cura ha anche un motto, nonché titolo: “Orsempre Spurgheremo Profonde Ecchimosi Drenando Abbondanti Liquidi Emoglobinici “, il quale acronimo dà la parola O.S.P.E.D.A.L.E., ma questo termine non è mai piaciuto agli indigeni anche perché scomodo, vuoi mettere “Orsempre Spurgheremo Profonde Ecchimosi Drenando Abbondanti Liquidi Emoglobinici “? E’ tutto un altro linguaggio!

Ma partiamo dall’inizio.
Beh, facile, se partissi dalla fine starei già finendo; anzi no, se partissi dalla fine essa diventerebbe l’inizio, e lo stesso la fine per cui le cose non cambierebbero mai; se ne deduce che comunque la si voglia chiamare, sempre di inizio si tratta……capito vero?????!!!!!!!!!?????????

Vi è solo un medico a Haltahölandia tal Marcio Dentro, il quale nel suo studiolo di via Padoa Schioppa 7 visita ininterrottamente dal 1932.
Medico di cultura profonda, la leggenda lo vuole come l’ultimo sopravvissuto della compagnia del bar Biturico, dove regolarmente si incontrava con i suoi 2 migliori amici ora trapassati (un po’ anche gerundi) Esculapio e Ippocrate.

Nella sua lunga carriera si dice abbia visitato i più illustri e importanti personaggi del secolo appena trascorso tra i quali: Benito Mussolini, il mio pesce rosso che però è nero Benito, Sergio Leone, Leone di Lernia, Giulio Andreotti, Giulio delle Iene, Gianni Morandi, Gianni l’amico di Tonino Guerra, Adriano Celentano, Adriano dell’Inter (chi ?), Ficarra e Picone, Falce e Martello, Pinza e Tenaglia, Cip e Ciop, Qui Quo Qua, Ratman, Vittorio Emanuele, Lapo Elkan, 2 Prostitute, 4 Transessuali.
Comunque, il Dentro si è sempre dichiarato a favore della medicina alternativa, e così, pur non prescrivendo mai nessun tipo di farmaco, è riuscito negli anni a guarire decine di migliaia di persone solo con tisane, palliativi, surrogati placebi e tabacco da sniffo al mentolo.

Famoso è il suo motto: “ Una mela al giorno, sette a settimana”

La gente di Haltahölandia nutre gran fiducia e stima nei suoi confronti, tanto che ha già deciso di dedicargli una strada, preparando la targa che verrà affissa il giorno successivo alla sua morte e che riporta la seguente dicitura: Via Dottor Marcio Dentro, 1897-200…..

La storia della via non è piaciuta troppo al Marcio, il quale, durante la cerimonia della presentazione della targa, con un sorriso di circostanza che neppure la Gardini riuscirebbe a sfoggiare scoprendo Luxuria nel bagno delle donne, ha ringraziato la comunità salutando con una mano, mentre con l’altra era impegnato in pratiche scaramantiche che ben poco hanno a che vedere con la medicina moderna.

Meno di tutto ha digerito il fatto che si siano permessi di lasciare solo una cifra in sospeso sulla data di morte. La cosa non lo fa dormire da 3 settimane ormai, pensando a quanto poco gli manca da vivere, e se la sua sarà una morte naturale o se i concittadini, pur di non rifare al targa, saranno disposti a sopprimerlo qualora il 31 Dicembre del 2009 egli non si sia ancora tolto dalle palle.

Ad ogni modo, dopo una bella visitina dal suddetto tutti gli infortunati e i cagionevoli della splendida cittadina di Haltahölandia finiscono nel nosocomio più stravagante del pianeta.

Il Haltahöspital ha anche un altro nome, “ Flauto Traverso”, così intitolato in memoria di uno dei pionieri di questa località per volere dei suoi diretti discendenti, i quali contribuirono anni fa alla realizzazione di tutta la struttura con ingenti finanziamenti a fondo perduto.

La famiglia Traverso, ancora oggi una delle più abbienti del paese, si arricchì decenni fa con il commercio di zafferano.

Nel periodo del proibizionismo e del dilagare delle droghe, quando per diventare potenti v’erano scontri tra bande e gang rivali a colpi di sparatorie e omicidi di massa, i Traverso hanno messo da parte una fortuna vendendo quella polverina magica (del tutto legale) che colora il risotto alla milanese, ma che però ha lo stesso valore sul mercato della bamba se non di più…..non ci credete?...fate un paio di conti…….

Comunque, per non andare Ot, innanzitutto bisogna dire che malati veri e propri a Haltahölandia non ce ne sono, nell’ospedale si trovano solo malati immaginari e quelli di cui sopra, cioè infortunati.
Questo perché a Haltahölandia nessuno si ammala mai, nessuno starnutisce, ha una linea di febbre o solo un piccolo mal di testa.

Ogni anno studiosi di tutto il mondo si recano nella ridente località trasversale per cercare di carpirne e capirne il segreto, ma una spiegazione vera e propria non esiste, o almeno non è mai stata svelata.
Anche perché una volta invitati e scoperto i segreti vengono soppressi a colpi di guarniture, perni quadri e reggisella.

Si dice comunque che la ragione di tanto benessere fisico sia dovuta ad un particolare tipo di enzimi presenti nell’aria.

Che cosa siano gli enzimi ora non ci è dato saperlo, di loro si sa solo che esistono e che sono bravissimi a lavare i nostri vestiti, ma che quelli di Haltahölandia avessero anche delle proprietà benefiche è noto da poco tempo.

Anche questa è una notizia che purtroppo è sfuggita al controllo delle autorità cittadine, con il risultato che le domande di cittadinanza sono milarduplicate facendo riportare una piaga da decubito al sedere dell’incaricato all’ufficio Extrahaltahöenhi: tal Urbino Centrotavola.

Ma torniamo all’ospedale, dove i reparti, come prevedibile, hanno una logica tutta loro. Nonostante l’igiene e la professionalità del nosocomio siano al di sopra di ogni altra struttura, è l’originalità della linea tenuta dal personale che distingue il Haltahöspital da qualunque altro ospedale.

L’interno più famoso ed ambito dai pazienti è l’Ortodrammaturgia, dove medici ed infermieri, sotto forma di Equipe-Compagnia Teatrale, durante le visite di routine del mattino inscenano davanti ad ogni letto l’opera richiesta dal paziente, opera che lo stesso ha provveduto a scegliere fra quelle disponibili sul menu la sera prima, sul medesimo foglio dove si sceglie o la mela cotta con la minestra, o il formaggio con il prosciutto cotto.

Grande successo ha riscosso la settimana scorsa l’Otello, tragedia in 4 atti di Shakespeare portata in corsia dal gruppo capitanato dal Primario del reparto la dott.ssa Desdemona Iago, che con un nome così cos’altro poteva interpretare…….

Il paziente ha gradito molto il dramma a lui offerto, non fosse altro che con l’applauso fatto alla fine dell’opera si e strappato in un colpo solo catetere, flebo, cannule tracheotomiche ed emotrasfusionali.

Il malato in questione è il famoso rompicoglioni Mario Tozzi, ricoverato al Haltahöspital perché nessun ospedale italiano ha voluto accoglierlo, e così per bontà d’animo dei Haltahöenhi, il Haltahöspital ha deciso di accogliere questo picconatore errante per riabilitarlo.

L’incidente del Tozzi è stato a dir poco rocambolesco: durante un suo servizio alle miniere di Grana Padano nel Caucaso, cercando si sferrare un colpo secco con il suo inseparabile picco, ha sbagliato di netto, e la forza usata per brandire quello che ormai è un naturale prolungamento del suo arto, ha fatto si che l’arnese stesso andasse a conficcarsi proprio dove tutti noi vorremmo che vada invece il Tozzi stesso.

Ilarità diffusa nel Haltahöspital quando il povero geologo si è presentato su di una barella a faccia in giù e con il braccio ritorto all’indietro pur di non mollare un attimo l’unica cosa che riesce a reggere oltre a Sveva Sagramola.
Le sue foto durante la procedura di ricovero fanno ancora oggi bella mostra nei corridoi.

Questo è il Haltahöspital, questa è Haltahölandia.

Un posto che si trova proprio lì, a pochi chilometri sulla Paullese, praticamente alla terza uscita del Grande Raccordo Anulare, si imbocca il tunnel del S.Gottardo, e appena usciti dal Frejus si prende la Salerno-Reggio Calabria, direzione valico Ronco Bilaccio-Barberino del Mugello, e poi dritti lungo tutta la tangenziale di Mestre fino a Fiorenzuola, attraverso la Firenze-Mare che porta lungo tutta l’Adriatica……citofonare Cinzia, risponde Gigi.
No! Niente Cremeria!...siete più antichi di un vaso Maya….

Ma che ne facevano i Maya dei vasi? Io piramidi Maya con finestre e balconi non ne ho mai viste......mah…

Haltahölandia è dappertutto e da nessuna parte, non si può entrare ne uscire, o ci si è dentro o niente. Chi la cerca non la troverà mai, perché chi lo fa significa che non la vede e quindi non è nel mood.
Non esistono requisiti, trucchi o percorsi per potervi far parte.
L’unica maniera per poterci vivere e poterla vivere è avere una buona WAY OF BIKE.

Haltahölandia vi riconosce da lontano se la vostra W.O.B. è quella giusta….e vi rapirà..per sempre..facendovi conoscere persone, luoghi e situazioni che in nessun’altro posto mai troverete.

Haltahölandia è vicina, più di quanto pensi, e se non te ne accorgi.........beh, se non te ne accorgi questo testo ti sembrerà stupido, demenziale, pieno di nonsensi e a tratti inutile.

Haltahö!

martedì 3 giugno 2008

Cercasi disperataMENTE Inga

Sceso in garage per salutarti un vuoto mi assale, dentro e fuori.

Solo ieri ti avevo lasciato lì,
con sorriso e sguardo che per enigma tanto ti faceva
somigliare ad un ritratto rinascimentale ora in terra gallica.

Stamani la sorpresa:

Dove sei, perchè hai voluto abbandonarmi?

Le due righe che hai lasciato non placano il dolore mio:
"Starò bene, non ti preoccupare.
Inga".

Cosa ti ho fatto mancare?
Sapevi d'esser la mia diletta.

I tuoi silenzi erano fonte di mille mie parole,
gli occhi tuoi sorgente di ancor più emozioni,
la tua staticità causa di infiniti turbinii interiori.

Per non parlare poi di quella posa,
naturale, provocante, ferma e persistente.

Ed a volte, togliendo il surf,
sfruttare la posizione prensile
della tua mano destra mi faceva volare
verso emozioni che solo tu coglievi.

In mille e più modi ti hanno chiamato:

la bella surfista, i superficiali ma buoni esteti;

la bionda in costume i frettolosi;

Madonna delle Mànie i pedalatori mistici

Musa di Finale un sommo pensatore....

Per me eri sempliceMENTE Inga,
e sempre lo sarai, nel tuo inarrestabile moto immobile.

Colmare tale vuoto significherà rivoltare l'anima,
calpestare l'universo con le infradito,
stender le mie emozioni senza centrifuga,
guidare nelle autostrade dei miei pensieri col telepass.

Ed alla fine, so già,
mi rimarrà una pila alta così da stirare,
che poi è la vita mia,
ma che nessuno, come sempre, vorrà mai stirare.

Ciao Inga, starai bene, non mi preoccuperò.

Tuo Angelo, in entrambi i sensi.

Chi avesse notizie può mandare un sms
al numero che più gli piace scrivendo nel testo:
Oh Inga, haltahö!
Grazie a tutti.

giovedì 29 maggio 2008

Di denti e di corone....
Di anima e pensieri....

Eppur chi mi guarda sorride e venera,
ho corona senza per questo esser Regina;

non rido, ne piango, son seria e senza bocca,
ma di lacrime e sorrisi son miniera i denti miei;

brivido d'estate, ardor nel freddo inverno,
la mia impasse in movimento

muove cuori senza tempo;

son muta, eseguo,
ma dentro sento, fervor tuo o indifferenza.


Chi osa dir, che anima non ho?
Pensarmi, insieme, meccanismi e leghe?

Ricordi quando, fiocco sul manubrio,
ti vidi felice pianger da vicino all'albero?


Quanti sorrisi per un traguardo,
forse più lacrime per un tramonto;

con me t'adiri, oltre la transenna mi scagli,
sempre io t'ascolto perchè sfinito lassù vuoi arrivare;

pensi che vita mia in fondo non ho,
allor perchè mi prendi a calci, se la sfortuna da calci a te?

Credi d'esser solo,
però mi sollevi e gioisci, a voler me festeggiar......

Ti sento sai, quando l'irta ìmpari si fa,
stringermi e tirarmi fin'al dolore,
volendo da me, spremer ciò che dentro più non hai;

oppure, cercando la velocità,
avvolgermi col corpo e con la mente,
come se un'amante cinger vorresti.

Chi, prima della bramata linea,
ringraziando e accarezzando baci?


Nelle tue primavere, mentre fissi e sorridi di
ginocchia abrase che il tempo mai guarirà,
perchè di me ricordi anche il colore, e
adesso ancor abbracciarmi vorresti ?

Io ti guardo e sento il brivido dei tuoi ricordi.

Lontano da tutti, luce fioca, odor di cantina e olio,
chi lustri con fare maniacale
finanche gli occhi tuoi di verbo tale diventan d'orgoglio?

Senza te son niente, lo so;
ma tu, sai di emozioni che sol con me vivi ....

..senza parlar..........io e te.......ci sentiamo...noi.


HALTAHÖ

lunedì 26 maggio 2008

Come se ci fosse stato il sole


E' presto lo so, ma meglio presto che sempre.

L'aria spazza, la pioggia lava....ma nessuno vuol mai stendere.

Una domanda mi assilla: chissà che tempo farà a Cardif?

Subito però mi accorgo che a nulla mi servirebbe saperlo, quindi cerco di pensare ad altro.

Brugiana, alta provincia di Massa, sopra Bérgiolo...guai sbagliarsi dicendo Bergiòlo, si rischia l'evirazione e/o infibulazione istantanea....e non liofilizzata!

Peggio ancora non specificarne il suffisso/aggettivo "Maggiore"...essendovene anche una versione "Marina"...che, guarda caso, è in leggera faida con la prima.

Qui ogni attività è Apuana, c'è la "Ferramenta Apuana", la "Gelateria Apuana", la "Carrozzeria Apuana" e via discorrendo. Succede a volte che tra dirimpettai d'impresa ci si insulti e si faccia a gara su chi è più local: "La mia panetteria è più Apuana della tua! Perchè mia moglie è una vera Apuana!"...e l'altro:"Tua moglie, e lo sanno tutti meno te, più che Apuana è un'assonanza".....e finisce in un bagno di sangue con frattaglie che si spargono fino alla Versilia.....anche questa con i suoi bei problemi di royalties

Versilia quindi; pedalando sul lungomare senza cambiare ( riuscissi a farlo sul largo farei Messia di cognome) una cosa mi balza all'occhio, il destro: qui la densità di edicole è altissima, con 1,85 giornalai per abitante. Ogni persona del luogo, dai bambini agli ultraottantenni, sa tutto sul Brent di Londra e sui relativi Future. Poco importa se ne ignorano l'utilità, a loro basta esser informati.

Gli AC/DC mi accompagnano e, mentre Angus, Malcom, Brian e Cliff riescono a tenere il mio passo, il batterista fatica non poco nonostante sia il più preparato fisicamente. Il nome non lo ricordo, nessuno lo ricorda mai, e per questo son certo che la sua traduzione in italiano sia Gongolo.

Che forse lui sappia del meteo a Cardif?....quasi quasi lo aspetto..........

Tornando in Brugiana mi rendo conto che arrivare qui non è facile; non esistono indicazioni, se chiedi nessuno ti dirà mai nulla, cerchi su una mappa e non la trovi, col navigatore perdi tempo.

E' una sorta di Isola che non c'è, in una piccola parte di mondo che però c'è....ma non per tutti, come dirà l'indomani l'"Oracolo" Riccardo da Finale.

Ancora quota zero slm. E' sera per tutti, mentre per le mie percezioni è notte fonda. Dopo il convivio infatti ripeter l'ascesa del mattino mi pare la cosa più saggia e conveniente. Ma il buio pesto (alla genovese) insegna, s'ingegna ed inganna. Primo bivio: pianta in fronte senza batter ciglio, la velocità moderata mi ha soccorso.
Grande scoperta nei miei quasi 39 anni!!!!

La gara è un contorno...o un'antipasto...infatti poi viene la grigliata e soprattutto la birra....tanta.

Chi lascia anzitempo si perde un numero di "freestyle" di Paolo che ovviamente ho filmato nonostante contenga testi "leggermente" diffamatori nei mie confronti.

Un riassunto in musica dell'indimenticabile week end che trovate cliccando qui

E mentre lo guardo mi chiedo quale sarà il prefisso di Cardif........

Haltìhö!!!!!